Qualche mese fa un amico mi ha inviato ad andare a vedere il concerto dei Teatro degli Orrori.
Non conosco la band e non ho mai ascoltato nulla del loro repertorio , ma gli eventi Live sono linfa pura per me e accetto volentieri. Sabato 1 marzo al Teatro Concordia di Venaria un gran numero di fan aspetta da 10 anni di riascoltare la band capitanata da Pierpaolo Capovilla, insieme a Gionata Mirai, Giulio Ragno Favero e Francesco Valente, che annunciano La Réunion con il tour annesso “Mai dire mai“.
Come dicevo prima non conosco la band, e solitamente quando mi capita così vado ad ascoltarmi qualcosa, ma questa volta ho voluto andare alla cieca e godermi il concerto.

21:30 si parte… primo brano Vita mia e … sinceramente faccio fatica a comprendere il genere … è rock? è noise? è metal? è hardcore ? ….
Il concerto va avanti, ascolto altri brani ma……..ogni volta che sento artisti che non conosco e spesso non rientrano proprio nei miei gusti, cerco sempre di trovare un qualcosa di musicale che attiri la mia attenzione, un arrangiamento particolare, una melodia della chitarra, un giro di basso accattivante….… stavolta nulla …… mi è arrivato soltanto un gran casino a volume stratosferico senza riconoscere o poter giudicare i suoni.
Nei brani un pò più distinguibili, ho apprezzato molto il batterista, buona tecnica, ottimi incastri cassa rullante, una “pacca della madonna” come si dice in gergo, il bassista anche lui nei momenti in cui suonava senza una distorsione da far invidia a Kirk Hammett, aveva un buon portamento del groove, idem per il chitarrista, se non in brani più intimi dove era tutto più leggibile e dove venivano fuori delle belle melodie arpeggiate, rare volte sono riuscito a capire quello che suonava.
Nota dolente sulla quale non sono proprio riuscito ad apprezzare nulla; Pierpaolo Capovilla alla voce è stato incomprensibile dalla prima parola all’ultima che ha cantato… quasi un biascicare di parole che anche ai più attenti ha dato difficoltà nel comprendere i testi.

Il concerto dura circa 2 ore, tra ragazzi presi benissimo che fanno crowd surfing sulla gente, altri che pogano da inizio concerto fino alla fine, altri ancora che cantano a squarciagola i testi di “Pierpa“….io invece esco dal Concordia con un giudizio negativo sul live, ma con un pensiero che mi dice che c’è qualcosa che non torna.
Salgo in macchina , apro Spotify, e… voglio ascoltare i Teatro degli Orrori in studio…. CAZZO… non è possibile che sia la stessa band….
Lezione di musica, È colpa mia, La canzone di Tom, Direzioni diverse, Padre nostro….. sono brani fantastici, cantati benissimo e con testi bellissimi… rimango basito e non riesco a capire perché live non diano lo stesso.
Tante volte il concerto di per se è una consacrazione della band o dell’artista, nel senso che se funziona live vuol dire che c’è la “ciccia” , qui invece per la prima volta ho avuto l’effetto contrario.
Detto questo mi porto a casa un altro concerto, per me rimane sempre una grande esperienza, una nuova recensione per Autobus per le Stelle, un modo per saziare la mia fame musicale, e anche se non lo ricorderò mai come un buon live, mi fa conoscere una band che in studio è da brividi.
Alla prossima…








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