Scritto da Davide Vevey.
Se c’è una canzone che incarna perfettamente il paradosso del rock anni ’90, quella è “More Than Words” degli Extreme. In un’epoca dominata da lacca, assoli fulminei e amplificatori portati a 11, una ballata acustica intimista e priva di percussioni riuscì a scalare le classifiche mondiali, conquistando il primo posto nella Billboard Hot 100 nel 1991.
Al centro di questo miracolo acustico c’è un uomo, un virtuoso della sei corde che ha ridefinito il ruolo del chitarrista moderno: Nuno Bettencourt.
Nato nelle Azzorre (Portogallo) e cresciuto a Boston, Nuno Bettencourt è universalmente riconosciuto come uno dei chitarristi più tecnici, ritmici e innovativi della sua generazione. Influenzato da Eddie Van Halen, Nuno è un maestro del funk-metal, capace di riff granitici e assoli al fulmicotone.
Tuttavia, il suo vero “superpotere” è sempre stato la musicalità. Nel 1990, mentre la band registrava l’album Pornograffitti, Nuno compose un giro di accordi che si allontanava drasticamente dal sound duro del resto del disco. Era un brano nudo, basato solo su una chitarra acustica e due voci.
“La musica è sempre stata più grande di un semplice assolo veloce. ‘More Than Words’ è nata dal bisogno di dire qualcosa di vero.”
A prima vista, “More Than Words” può sembrare una semplice canzone d’amore. In realtà, il testo scritto dal cantante Gary Cherone e la musica di Bettencourt affrontano un tema molto più profondo: l’esaurimento della parola “ti amo“, un concetto abusato che rischia di perdere significato se non è supportato dalle azioni “more than words to show you feel that your love for me is real“.
Ma a rendere il brano immortale è l’arrangiamento di Nuno,
il tocco ritmico.

Nuno non si limita a strimpellare… usa il pollice e il palmo della mano destra per colpire le corde, creando un effetto percussivo (un click caratteristico) che sostituisce la batteria e detta il groove del brano.
Le armonie vocali e i cori intrecciati di Nuno e Gary Cherone si ispirano direttamente ai Beatles e agli Everly Brothers, creando un contrasto perfetto tra la dolcezza delle voci e la complessità della struttura armonica.
More than words fu una Benedizione e una Condanna…
Il successo di “More Than Words” fu così travolgente da spiazzare la band stessa. Il videoclip in bianco e nero, incentrato sul primo piano della chitarra Washburn di Nuno e sui due musicisti seduti su uno sgabello, divenne un pilastro della programmazione di MTV.
Questo immenso successo, però, divenne una gabbia d’oro. Il pubblico che affollava i concerti degli Extreme si aspettava una band di morbido pop-rock, rimanendo spesso scioccato dall’energia devastante e dai riff heavy metal del resto del loro repertorio. Ci sono voluti anni prima che la band facesse totalmente pace con quel pezzo di storia.
Oggi, “More Than Words” è considerata una delle ballate acustiche più importanti della storia della musica pop-rock, studiata da generazioni di chitarristi per la sua tecnica di percussive fingerstyle.
Nuno Bettencourt ha dimostrato al mondo che un vero “Guitar Hero” non è solo colui che suona alla velocità della luce, ma colui che sa quando togliere la distorsione, fare un passo indietro e lasciare che sia l’emozione pura a parlare. Perché a volte, per fare davvero rumore, bastano sei corde di nylon e un briciolo di anima.







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