Sabato 4 luglio, Ultimo è diventato il “primo” a cantare davanti al pubblico pagante più numeroso di sempre in Italia: 250 mila spettatori radunati a Tor Vergata.
“siamo entrati nella storia“…
Così esordisce l’artista romano Niccolò Moriconi, che è stato il primo a realizzare un grande evento in un’area di 15 ettari non addetta ai concerti, dove per l’occasione è sorta un’autentica città nella città, con un palco largo 140 metri e alto 60, oltre 30 torri con altoparlanti e 18 maxischermi per permettere (in teoria) anche ai fan nei settori più distanti di assistere allo show.
Uno show pazzesco a partire dall’incasso, 16 milioni di euro, considerando una media dei biglietti di 65 euro, per un concerto che ha portato a Roma circa 155 mila persone con più della metà arrivata da altre regioni e anche dall’estero, con navette organizzate dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Un fiume di gente che ha generato per la città un indotto milionario….
Un evento atteso, unico, e sicuramente pieno di emozioni per i fan, ma anche di polemiche… Sui social infatti hanno iniziato a circolare video di come la visuale, l’organizzazione, i prezzi e la sicurezza non fossero all’altezza di un evento di grande portata.
Fra alcuni settori e il palco, c’erano stand e bagni chimici che impedivano la visuale, di fatto la gente ha pagato per vedere nulla, oppure ha pagato per trovarsi davanti muri di casse d’acqua che oscuravano metà palco, o chi più sfortunato ha acquistato biglietti più distanti ha avuto a che fare con maxi schermi piccoli e non funzionanti per la maggior parte del concerto… Una spiacevole “sorpresa” per chi ha sborsato fino a 200 euro per un biglietto.
Non è giusto parlare del concerto dal punto di vista artistico, ne di gusti musicali che restano soggettivi e Ultimo rimane uno degli artisti con più successo nel panorama italiano, ma forse eventi di tale portata non hanno senso di esistere se non per il puro “RECORD” da battere, o incassare milioni di euro dalla loro riuscita, perchè resta il fatto che ci sono stati tanti, troppi problemi per chi ha sborsato denaro per assistere ad un concerto.







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