Nel maggio del 1981, un diciassettenne Lars Ulrich viveva a Los Angeles ossessionato dal sound grezzo, veloce e potente della New Wave of British Heavy Metal. Rientrato da poco da un viaggio in Inghilterra dove aveva seguito in tour i Diamond Head, Lars sentiva il bisogno impellente di fondare una propria band, ma nell’area californiana dominavano il glam rock e l’hard rock melodico, generi lontanissimi dai suoi gusti.


Per trovare compagni con la stessa visione, decise di affidarsi alle pagine di The Recycler, un celebre giornale cartaceo di annunci economici gratuiti distribuito in tutta la contea di Los Angeles.

Lars compose un testo breve ma mirato: «Batterista cerca altri musicisti metal per fare jam insieme. Tygers of Pan Tang, Diamond Head e Iron Maiden».

La citazione esplicita di quelle band britanniche, all’epoca quasi del tutto sconosciute al pubblico americano mainstream, fungeva da vero e proprio filtro per scremare i candidati.
Tra i pochi a rispondere ci fu un timido chitarrista e cantante originario di Downey, James Hetfield, che si presentò alle prove accompagnato dall’amico bassista Ron McGovney e dal chitarrista Hugh Tanner. Il primo incontro in una sala prove a Norwalk non fu privo di problemi: Lars possedeva una batteria economica della Camco che faticava a stare insieme (i piatti cadevano a ogni colpo) e la sua tecnica strumentale era ancora approssimativa, tanto che Hetfield rimase inizialmente scettico sulle sue reali capacità.
A fare la differenza fu l’incredibile determinazione di Lars e la sua enciclopedica conoscenza musicale. Pochi mesi dopo quel primo contatto, Ulrich riuscì a ottenere da Brian Slagel, fondatore della nascente etichetta Metal Blade Records, la promessa di uno slot per un brano originale nella compilation Metal Massacre. Con un’opportunità discografica concreta in mano, Lars ricontattò immediatamente Hetfield convincendolo a unire le forze.
I due si ritrovarono nel garage di Norwalk per comporre la loro prima traccia, Hit the Lights, gettando le fondamenta ufficiali di quello che sarebbe diventato il nucleo storico, creativo e manageriale dei Metallica.

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