4 marzo …Lucio Dalla, canta “Lucio Dalla”

Fine giornata, si torna a casa, cena, 2 chiacchere e si va a letto. Non avevo molto sonno, così apro Spotify e inizio ad ascotare l’album “LUCIO DALLA” dell’omonimo cantante bolognese.

Un album datato sicuramente, ha la bellezza di 46 anni ma contiene testi musiche ed arrangiamenti meravigliosi.

Un Lucio Dalla giovane che arrivava dal successo di Com’ è profondo il mare, altro album favoloso che esce nel 1977. Scrive, scrive e scrive ancora, (per lui cosa nuova dopo la separazione con Roversi), i testi e musiche di tutto Lp dichiarando di non aver voluto dare all’album nessun titolo contenuto nei brani per non dare importanza ad una a discapito di un’altra.

9 tracce intense, un mix perfetto tra poesia e linguaggio da strada, che raccontano di paure, passioni e amori che attangliavano gli anni 70 in Italia, il tutto presentato in copertina con un primo piano dell’artista con berretto di lana e i suoi famosi occhiali tondi.

Si inizia con La settima luna che viene racconata così…”..la settima luna, era quella del luna-park, affollata di mostri e foschi presagi, dove “lo scimmione si aggirava tra la giostra e il bar” e perfino “l’angelo di Dio bestemmiava, facendo sforzi di petto“.

Ritmo incalnzante, quasi monotematico e testo apocalittico….

Si passa a Stella di mare… per me pura poesia, una dichiarazione d’amore in musica, un brano che contiene emozioni, dolcezza, bellezza e ….non trovo altri aggettivi… solo MERAVIGLIOSA

La signora e Milano, anticipa quella cosa oggi ormai sconosciuta e/o dimenticata, il B-Side, ovvero l’altra parte del disco, e la prima traccia è….

Anna e Marco, dove i protagonisti della canzone sono due giovani che si incontrano in discoteca (in un locale che è uno schifo), ed entrambe hanno una visione pessimista del futuro (Anna avrebbe voluto morire, Marco voleva andarsene lontano) ma il finale del brano è un lieto fine … (Qualcuno li ha visti tornare, Tenendosi per mano)

L’album si chiude con uno degli inni all’amiciza più famoso e amato dalla nostra penisola intera ed è L’anno che verrà

Un brano che non ha bisogno di presentazione ne di esser raccontato, quando sentiamo, “caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò” , sappiamo gia di cosa si parla.

Il disco è di una bellezza gigantesca, testi fiabeschi, sdolcinati, timorosi, ma anche profondi e decisi, interpretati magistralmente da Lucio Dalla, curatore anche di tutti gli arrangiamenti e delle parti suonate con i fiati.

Di nota la collaborazione con gli amici di sempre in studio Rosalino Cellamare “Ron” e Ricky Portera alla chitarra.

Voto: 7,5

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