Io lo odio Nevermind.
Lo odio perché inizia con quattro colpi di batteria e poi esplode Smells Like Teen Spirit, e da lì nulla nella musica è stato più lo stesso.
Lo odio perché era il 1991 e con un solo album i Nirvana hanno spazzato via l’hard rock patinato, il pop da classifica e l’illusione degli anni ’80.
Lo odio perché Come As You Are ha un riff che ti entra in testa e non ne esce più, ipnotico come una spirale.
Lo odio perché Lithium ti trascina tra quiete e tempesta, come fosse la colonna sonora perfetta del bipolarismo quotidiano.
Lo odio perché Polly è inquietante e delicata insieme, un pugno nello stomaco travestito da sussurro.
Lo odio perché Drain You riesce a farti cantare mentre ti racconta un amore tossico e viscerale.
Lo odio perché Something in the Way è un sussurro disperato che ti lascia senza fiato, e ogni volta sembra cantato solo per te.
Lo odio perché ogni canzone ha dentro rabbia, ironia e malinconia, e tutte insieme hanno dato voce a una generazione intera.
Lo odio perché la copertina, quel bambino che nuota dietro a una banconota, è diventata il simbolo stesso del capitalismo che ti rincorre dalla nascita.
Lo odio perché vendette milioni di copie, trasformò i Nirvana in superstar, e distrusse proprio quel Kurt Cobain che l’aveva creato.
Lo odio perché Nevermind non è solo un album di grunge: è un terremoto culturale che ha cambiato per sempre il rock.
E io odio doverlo ammettere, ma Nevermind non è solo musica…
è la scintilla che ha acceso un’era.
Fonte sconosciuta.
Fonte sconosciuta







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