Secondo BB King, l’unico chitarrista in grado di fare assoli lunghissimi e differenziare ogni successione di note è solo Stevie Ray Vaughan.
La sua vita artistica da musicista è stata un po’ travagliata, così come la vita privata. Alcol e droghe lo segnarono, come la storia d’amore con sua moglie Lenny. Blues, ma anche rock, una mano felice, un modo tutto suo di pizzicare quelle corde da cui uscivano fraseggi ipnotizzanti.
Il 27 agosto 1990 Stevie Ray Vaughan e i Double Trouble vengono invitati a partecipare ad una jam session di superstar del blues all’Alpine Valley Resort di East Troy, una località di montagna del Wisconsin insieme a Buddy Guy, Eric Clapton, Robert Cray e al fratello di Stevie Ray, Jimmie.
Dopo il concerto, quattro elicotteri della compagnia Omniflight Helicopters attendono i musicisti per portarli a Chicago. Uno degli elicotteri è riservato per Stevie, Jimmie e sua moglie Connie, ma è stato già occupato da tre membri della crew di Clapton, il tour manager Colin Smythe, l’agente Bobby Brooks e l’addetto alla sicurezza Nigel Browne.
Stevie Ray vuole tornare a Chicago e chiede a Eric Clapton di lasciargli l’ultimo posto libero. L’elicottero decolla intorno a mezzanotte e cinquanta minuti in una notte nebbiosa e poco dopo si schianta su una pista da sci, uccidendo tutti i passeggeri a bordo.
Un destino bastardo che ha tolto al mondo del rock blues, uno dei suoi più grandi esponenti, salvandone un’altro.







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