Taylor Hawkins, quel tamburo che non suona più.

Il cuore di Taylor Hawkins era il doppio della grandezza di un cuore normale… un cuore affaticato, corroso, devastato da anni in giro per il mondo tra concerti, interviste, studi di registrazioni e forti consumi di droghe…

Ma chi era Taylor Hawkins… una figura alta e sottile con una folta chioma di capelli biondi che svolazzavano ad ogni colpo di rullante…

Da giovane subito innamorato del suo strumento, inizia dalla sua California, in piccoli club fumosi e furgoni scassati, fino ad arrivare al grande successo con Alanis Morrisette nel pieno ciclone di Jagged Little Pill.

Da lì in poi grandi collaborazioni faranno da curriculum alla sua carriera batteristica, Roger Taylor e Bryan May, Elton John, Pink, Ozzy Osbourne e tanti tanti altri progetti lo vedono coinvolto grazie al suo drumming sempre potente, ma gentile e preciso.

Nel 1997 Hawkins fu reclutato da Dave Grohl per sostituire William Goldsmith alla batteria nei Foo Fighters, in tour e in studio.

Da li in poi inizia un’amicizia fraterna tra Taylor e Dave, che per quest’lutimo andrà a colmare l’enorme vuoto lasciato da Kurt Cobain al tempo dei Nirvana.

10 Album in studio con i FF e centinaia di concerti…

Nel 2022, i Foo Fighters tornano con un tour mondiale dopo la pandemia…. 60 date in meno di un anno. Taylor inizia ad accusare i colpi e la fatica, e tra una data e l’altra, in aereo collassa. Viene rianimato e promette di rallentare… ma il suo nemico numero uno, la droga, continua a vincere su di lui.

Il tour continua, Taylor sempre dietro i tamburi a supportare la sua band, e spesso anche davanti il microfono scambiandosi i ruoli con Dave Grohl. In Paraguay sotto un diluvio universale, il concerto viene annullato… Taylor torna in albergo e li trova una bambina con una piccola batteria che sotto la pioggia sta suonando MY HERO. Incuriosito va da lei e le promette che quel concerto sarà fatto, e lui suonerà My Hero pensando a lei…

Quel concerto non si farà…il 25 marzo 2022 a Bogotà in Colombia, nella sua camera d’albergo Taylor sente un dolore al petto e una fitta improvvisa.

il battito rallenta… si ferma.

Taylor Hawkins muore a 50 anni per cause non dichiarate, ma il pensiero va al suo famoso, bastardo nemico, tornato a fargli visita.

Il tour viene subito annullato e i Foo Fighters e soprattutto Dave Grohl si prenderanno del tempo per metabolizzare la scomparsa dell’amico fraterno.

Nei concerti commemorativi alla sua morte, dietro i tamburi ci sarà il figlio Shane che accompagnerà la band, ricordando per stile ed energia il padre Taylor.

Taylor Hawkins ci lascia una bella eredità batteristica, suono potente e mai invasivo, ma sempre presente… un batterista moderno con uno sguardo alla vecchia guardia dei batteristi rock che hanno fatto la storia.

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