Eddie Van Halen: oltre il chitarrista, l’inventore…

Scritto da Davide Vevey.

Eddie Van Halen non era solo un virtuoso, ma un vero e proprio visionario. La sua musica ha ridefinito il rock, ma la sua eredità va oltre le note: è l’eredità di un inventore instancabile, sempre alla ricerca dello strumento perfetto. Ogni chitarra che ha imbracciato non era solo un pezzo di legno, ma un passo avanti nella sua incessante sperimentazione.

Questo è il racconto del suo viaggio, dagli esperimenti fai-da-te alle collaborazioni con i più grandi marchi.

1. La “FRANKENSTRAT”: L’inizio di tutto (fine anni ’70)

Stanco di dover scegliere tra la potenza di una Gibson e la maneggevolezza di una Fender, Eddie decise di non scendere a compromessi. Con un budget ridotto, acquistò da un negozio di componenti un corpo “factory second” di una Stratocaster e un manico in acero, pagando circa 130 dollari. La “Frankenstrat”, come venne soprannominata, fu il risultato della sua insoddisfazione edella sua ingegnosità.

Il pickup: Inizialmente sperimentò con un pickup P-90, ma insoddisfatto della potenza, lo sostituì con un humbucker PAF di una sua Gibson ES-335. Per ridurre il feedback, lo “pottò” (immerso nella paraffina fusa), una modifica cruciale che divenne parte integrante del suo suono. I pickup single coil nel manico e al centro erano spesso solo gusci di plastica non funzionanti, installati solo per l’estetica.

Il ponte: Dopo aver provato un tremolo standard, Eddie installò un prototipo del tremolo autobloccante Floyd Rose, che gli permise di fare le sue celebri “dive bombs” senza che la chitarra si scordasse. Fu una modifica rivoluzionaria che rese possibile il suo stile unico.

La finitura: La chitarra passò attraverso diverse fasi di verniciatura. Inizialmente bianca con strisce nere, divenne celebre quando Eddie aggiunse le strisce rosse. Usando del nastro adesivo per mascherare le aree, la dipinse con vernice spray da ferramenta, creando il design iconico che sfidava le convenzioni del tempo.

La Frankenstrat non era solo uno strumento, ma una dichiarazione: un simbolo del suo spirito DIY e della sua genialità tecnica che avrebbe influenzato un’intera generazione di costruttori di chitarre.

2. La collaborazione con KRAMER: Una partnership che ha cambiato il rock (anni ’80)

Dopo il successo clamoroso dei primi album dei Van Halen, molti musicisti e produttori cercavano di replicare il suono e lo stile di Eddie. Kramer Guitars, un’azienda che stava crescendo rapidamente, ha colto l’opportunità e ha ingaggiato Van Halen per una collaborazione che avrebbe cambiato il volto delle chitarre rock degli anni ’80. La partnership, paragonata a quella storica tra Les Paul e Gibson, ha visto Eddie coinvolto attivamente nel design e nel test dei prototipi.

Il primo modello, la Kramer Baretta, era una versione prodotta in serie della Frankenstrat. Ma il punto culminante della collaborazione fu la Kramer 5150, dal nome del suo studio. Caratterizzata da un singolo pickup humbucker , un controllo del volume e un ponte Floyd Rose, questa chitarra divenne un’icona del decennio e fu vista in molti dei suoi video musicali, come “Hot for Teacher“.

3. La ERNIE BALL MUSIC MAN EVH SIGNATURE : L’apice dell’artigianato (primi anni ’90)

Il passaggio a Ernie Ball Music Man segnò una svolta fondamentale, Eddie cercò un partner che potesse offrire un controllo qualità maniacale. Il risultato fu la EVH Signature, una chitarra che univa una meticolosa ingegneria a un design raffinato, segnando un nuovo capitolo nella storia deglistrumenti rock.

Corpo e manico: Il corpo era in tiglio (basswood), leggero e risonante, sormontato da un top in acero fiammato (figured) o trapuntato (quilted) per aggiungere chiarezza e un tocco estetico di pregio. Il manico avvitato, realizzato in acero, spesso “occhiolinato” (birdseye maple) nei modelli di fascia alta, aveva un profilo personalizzato e una finitura a olio e cera che lo rendeva incredibilmente liscio e veloce al tatto. Questa finitura “gun stock oil” divenne un segno distintivo del modello.

Pickup e controlli: Eddie collaborò con DiMarzio per creare due humbucker custom-wound, noti per la loro potenza e dinamica, ma con una chiarezza eccezionale. I controlli erano minimali: un solo potenziometro del volume e un selettore a 3 vie, eliminando il potenziometro del tono per mantenere il segnale il più puro e diretto possibile.

Ponte: Il ponte era un tremolo a doppia chiusura con licenza, spesso prodotto da Gotoh, ottimizzato per garantire una perfetta stabilità dell’accordatura anche dopo l’uso intensivo delle “dive bombs”.

La collaborazione terminò nel 1995, con Eddie che lamentava problemi di distribuzione e lunghi tempi di attesa per i clienti. Tuttavia, la chitarra è rimasta un’icona di design e innovazione. Music Man continuò a produrre un modello simile, ribattezzato “Axis”, mentre la EVH originale è oggi un pezzo da collezione molto ricercato.

4. Le chitarre PEAVEY e l’innovazione Wolfgang (fine anni ’90 – 2000)

Insoddisfatto della situazione, Eddie si spostò a Peavey per creare la sua nuova linea di chitarre, che chiamò Wolfgang, in onore di suo figlio. Questa partnership portò a una chitarra che perfezionò ulteriormente le idee dei modelli precedenti, unendo una qualità costruttiva impeccabile a nuove, importanti innovazioni.

Corpo e manico: La Wolfgang presentava un corpo in tiglio con un top scolpito in acero, una combinazione che offriva un suono ricco e bilanciato. Una delle novità più significative fu l’introduzione di un manico in acero “roasted” (tostato), un trattamento termico che rende il legno eccezionalmente stabile e resistente ai cambiamenti di umidità, migliorandone anche la risonanza.

Pickup: Le chitarre erano equipaggiate con humbucker Peavey , progettati da Eddie per un suono più aggressivo e con un’uscita maggiore rispetto ai modelli precedenti, pur mantenendo una notevole chiarezza.

Innovazioni chiave: La Wolfgang è celebre per due caratteristiche. La prima è il ponte Floyd Rose-licenced, che integrava il sistema brevettato D-Tuna, un meccanismo che permetteva di abbassare istantaneamente la corda del Mi basso a Re con un semplice movimento, senza dover sbloccare il capotasto. Un’altra innovazione fu l’aggiunta di un potenziometro del tono e un potenziometro del volume a bassa frizione, che permetteva di eseguire i “violino” (volume swells) in modo più fluido. La collaborazione con Peavey fu un enorme successo commerciale, consolidando il design della Wolfgang come uno standard per la chitarra rock.

5. Il brand EVH: L’eredità di un pioniere (dal 2009)

L’ultimo capitolo del suo viaggio è stato la fondazione del suo brand personale, EVH, in collaborazione con Fender. Le chitarre EVH Wolfgang sono la sintesi di tutta la sua esperienza, e continuano a evolvere il suo design del manico, il ponte con D-Tuna e i pickup custom. La storia delle chitarre di Eddie Van Halen è il racconto di una mente geniale che non si è mai accontentata, spingendo costantemente i limiti del possibile per creare un suono unico.

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