Il mondo del rock continua a ricordare Joey Jordison, ex batterista e fondatore degli Slipknot morto il 26 luglio 2021 a soli 46 anni dopo una lunga malattia che lo aveva costretto a lasciare la band dopo l’album All Hope is Gone del 2013. Il pubblico americano lo conosceva come uno dei nove pazzi mascherati di Des Moines, Iowa che hanno sconvolto il mondo del rock nel 1999 con la loro presenza scenica gigantesca recuperando il suono estremo di band come Pantera, Slayer e Anthrax, ma Joey Jordison era considerato da tutti i musicisti heavy metal americani come uno dei batteristi più influenti degli ultimi decenni per il suo stile super tecnico, velocissimo e mai banale.
Gli Slipknot non erano solo uno spettacolo violento dal punto di vista sonoro e visivo ma una bomba musicale piena di qualità e tecnica: non sono molti i batteristi in grado di fare un assolo di batteria a testa in giù come faceva Joey Jordison.
Nel 2004 gli headliner dei Download Festival erano i Metallica, una band con un livello tecnico, una precisione e una potenza considerati inarrivabili da tutti. Lars Ulrich però ha un problema e non può suonare.
«Sono stato chiamato di fretta nel backstage, e mi hanno dato la notizia: Lars non c’è » ha scritto Andy Copping, l’organizzatore del festival… «C’erano due opzioni: cancellare il concerto dei Metallica o chiedere a qualcun altro di suonare con loro. Io pensavo di cancellare, perché nessuno aveva il coraggio di suonare con i Metallica».

Ad un certo punto, secondo quanto hanno raccontato gli stessi Metallica, Joey Jordison si è fatto avanti.
Prima di formare gli Slipknot, Joey era uno dei protagonisti della scena trash metal di Des Moines, aveva fatto parte di una cover band dei Metallica e sapeva tutte le loro canzoni. «Suonare con loro sul palco del Download è stato fantastico» ha detto Joey Jordison, «Ma l’emozione più grande è stata fare le prove con loro nel backstage: eravamo solo io e loro tre Kirk Hammett, James Hetfield e Robert Trujillo. Per me era la realizzazione di un sogno, uno dei concerti più belli della mia vita».








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