Where the streets have no name…

Quando si pensa ad un rooftop concert, ovvero un live suonato sul tetto di un edificio, il primo a venire in mente è sicuramente quello dei Beatles sull’edificio della Apple Records.

Al secondo posto, senza alcun dubbio, c’è quello dagli U2 per il video di ‘Where The Streets Have No Name’.

Girato il 27 marzo del 1987, il video per il singolo estratto da “The Joshua Tree” è diventato una delle clip più famose nella storia del rock.

All’epoca gli U2 erano al top della forma, pronti a pubblicare un album come The Joshua Tree che – partendo dalla tradizione americana – produsse quello che in molti considerano il vero capolavoro della band. L’ispirazione per il video venne ovviamente dal leggendario concerto sul tetto dei Beatles del 30 gennaio 1969 nella sede della Apple Corps a Londra—uno spettacolo a sorpresa che alla fine fu interrotto dalla polizia.

Gli U2, sempre attratti dai grandi gesti, decisero di ricreare quel momento, ma in un’ambientazione urbana, americana, moderna. La location scelta fu il tetto della Republic Liquor Store, un edificio commerciale a più piani situato all’angolo tra 7th Street e South Main Street a Los Angeles, dove oggi c’è un ristorante messicano. L’incrocio era molto trafficato e nel cuore della città, posizione strategica per attirare l’attenzione dei passanti, oltre ad avere una struttura urbanistica circostante ideale per fornire degli ottimi punti di ripresa.

Proprio la posizione comportò una serie di sfide logistiche per la produzione che si trovò a lavorare in segreto per evitare che i cittadini capissero cosa stava accadendo.

Le telecamere erano numerose e dovevano essere posizionate in più punti: in strada, sugli edifici circostanti e, ovviamente, sul tetto che avrebbe ospitato gli U2.

Bono, The Edge, Adam e Larry dovevano trovarsi in cima all’edificio e ci sarebbero arrivati attraverso una serie di impalcature.

Senza contare tutti i generatori di energia necessari per alimentare una macchina del genere. Intorno alle 15:30, gli U2 iniziarono a suonare Where the Streets Have No Name. Non appena la musica iniziò, i passanti si fermarono a guardare. Nel giro di pochi minuti, la folla iniziò a formarsi: impiegati d’ufficio, passanti e persino senzatetto si radunarono per vedere cosa stava succedendo.

Mentre la band continuava a suonare, la folla divenne sempre più grande e iniziò a bloccare il traffico, creando problemi alla circolazione stradale. Ciò attirò l’attenzione del Dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD).

Inizialmente, gli agenti osservarono da lontano, ma quando il traffico divenne completamente congestionato, iniziarono a preoccuparsi per la sicurezza pubblica e la mancanza di un permesso per lo show.

Ben presto, gli agenti fecero irruzione nella Republic Liquor Store e salirono verso il tetto per fermare la performance. Nel frattempo, il team di produzione continuava a filmare tutto, sapendo che questo avrebbe reso il video ancora più memorabile.

Un assistente alla regia si mise persino davanti alla porta per bloccare l’accesso!

Bono, vedendo la polizia arrivare, decise di rendere il momento ancora più spettacolare, agitando le braccia e incitando la folla. Le telecamere catturarono gli agenti discutere con il team di produzione e cercare disperatamente di capire come interrompere la corrente elettrica.

Dopo circa 20 minuti di esibizione, la polizia finalmente staccò l’alimentazione elettrica del tetto. La musica si interruppe bruscamente e la folla esplose in proteste e delusione.

Tuttavia, la band aveva già suonato abbastanza volte la canzone, permettendo alla produzione di avere abbastanza materiale per montare il video.Il video finale combina diverse riprese della performance, primi piani della band e immagini della folla e della polizia, culminando nel momento in cui la musica viene bruscamente interrotta.

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