The Blues Brothers… una bella eridità …

Quando Dan Aykroyd scrisse per la prima volta un copione di 324 pagine per “The Blues Brothers” (1980), non immaginava che avrebbe sfidato le norme tradizionali del cinema e ridefinito per sempre le commedie musicali. L’idea nacque come un semplice sketch del Saturday Night Live, ma il percorso verso il grande schermo fu molto più complesso.

Il copione originale, soprannominato “Il Tomo”, era un documento vastissimo, pieno di dettagli intricati sulla storia di Jake ed Elwood Blues. Aykroyd, senza alcuna esperienza in sceneggiatura, consegnò il mastodontico testo al regista John Landis, che si trovò ad affrontare il compito titanico di ridurlo a una sceneggiatura realizzabile.

Fu un impegno enorme…….portare i Blues Brothers sul grande schermo richiese più di una semplice revisione del copione: serviva IL CAST PERFETTO.

Aykroyd e John Belushi, già stelle affermate del Saturday Night Live, si calarono completamente nei loro ruoli, e non si limitarono a interpretare dei musicisti: studiarono seriamente il blues e suonarono dal vivo durante le sequenze musicali.

Per rendere l’atmosfera ancora più autentica, il film coinvolse leggende della musica come Aretha Franklin, Ray Charles, James Brown e Cab Calloway…..questi giganti non solo aggiunsero star power, ma conferirono al film una credibilità musicale senza precedenti, trasformandolo in qualcosa di molto più profondo di una semplice commedia.

Un set caotico con un budget senza mai fine, fece guadagnare rapidamente al film, la reputazione di produzione fuori controllo.

Il budget esplose fino a 30 milioni di dollari, una cifra enorme per l’epoca, 103 auto distrutte, stabilendo un record per il maggior numero di veicoli distrutti in un film. La famosa scena dell’inseguimento nel centro commerciale richiese settimane di preparazione per essere realizzata con la perfetta coreografia del caos.

E poi c’era John Belushi, con il suo comportamento imprevedibile che causava ritardi e spese extra. Durante il periodo di massimo successo, spariva all’improvviso, faceva festa e metteva a dura prova la produzione.

Nonostante tutto, la sua presenza magnetica valeva ogni difficoltà, e Landis riuscì a canalizzare la sua energia in una performance diventata iconica.

Ma convincere la Universal Pictures a produrre un film così ibrido – una commedia musicale con inseguimenti adrenalinici – non fu facile. All’epoca, i musical erano considerati superati, e l’idea di mescolarli con scene d’azione esagerate sembrava un’assurdità per gli executive.

Ma il carisma di Belushi, la passione di Aykroyd e la visione di Landis alla fine conquistarono i produttori.

Oltre a essere un successo cinematografico, “The Blues Brothers” è stato un tributo al rhythm and blues.

Il film introdusse una nuova generazione alla musica blues, dando visibilità a icone come Aretha Franklin e Ray Charles e cementando il loro status leggendario. Le sequenze musicali non erano solo intermezzi: erano parte integrante della trama, rafforzando il legame dei protagonisti con la loro “missione divina”.

Nonostante la produzione caotica, “The Blues Brothers” fu un successo al botteghino e divenne rapidamente un cult, influenzando generazioni di registi e musicisti, dimostrando che osare può portare a risultati straordinari.

The Blues Brothers” rimane una pietra miliare del cinema.

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