Hai paura del buio….Afterhours

Scritto da Mauro Baracco

Era l’ottobre 1996 e a Torino veniva presentato il primo Salone della Musica al Lingotto.
Non potevo assolutamente farmi sfuggire questa occasione così unica e favolosa, al punto da farmi l’abbonamento per l’ingresso a tutte e le giornate..

Strumenti musicali con una enorme area dove provarli da soli o in jam session, impianti audio e luci e gli immancabili concerti. “Favolosi concerti“.

Tra i vari nomi i Timoria con frontman Francesco Renga alla sua ultima esperienza col gruppo, i Negrita nel pieno del loro splendore e, da me tanto attesi, gli Afterhours che presentavano il loro nuovo album, che sarebbe poi stato pubblicato l’anno successivo, il 20 ottobre 1997, Hai Paura del Buio.
La band si presenta sul palco in abito elegante stile anni ‘70 con le maschere da Pippo sui volti e comincia lo spettacolo.

Quinto album della band, il secondo in lingua italiana, esce prodotto dalla Mescal in sostituzione della precedente storica etichetta Vox Pop che aveva cessato l’attività dopo aver sostento per anni la musica indipendente italiana.

Le attese dei fan presenti, con me in prima fila, sono appagate: l’album è assolutamente potente e coinvolgente al punto che la critica ritiene che probabilmente sia il miglior album della band milanese. La giusta commistione di stili tra punk, hardcore, noise rock, pop rock e post grunge.


La scena indie rock Italia ha ora negli Afterhours una significativa rappresentanza confermata, qualche anno dopo, dall’elezione di Hai Paura del Buio a miglior album indipendente degli ultimi 20 anni.


L’obiettivo dell’album è chiaramente quello di ribellarsi a una generazione deludente, manifestando l’insofferenza attraverso la voce di Manuel Agnelli che si alterna tra frasi sussurrate a urla potenti, a volte apparentemente stonate, una amabile e studiata imperfezione che le rende altresì perfette.

19 splendidi brani che nel 2014 saranno rimasterizzati e addirittura collezionati in un doppio CD, caratterizzati e interpretati da altrettanti grandi artisti italiani, tra i quali Samuel Romano dei Subsonica, Piero Pelù, Eugenio Finardi.

La tournée del 2013 stesso anno è stata addirittura inserita in un DVD completamente dedicato al concerto tenutosi all’Alcatraz di Milano e edito dalla Feltrinelli.

Le tracce

Hai paura del buio? Una introduzione puramente musicale in pieno stile Afterhours

1.9.9.6. Il brano comincia con una irriverentissima bestemmia e prosegue con una critica aspra e velenosa, ma attraente sull’imborghesimento della società, da cambiare e migliorare.

Male di miele Un amore abbandonato, un cuore spezzato.
È incedibile quanto qualcosa ci manchi mentre quando la relazione sussisteva soffocavamo per il non sentirci liberi.
Parole cariche di significato da perdere la voce durante i concerti.

Rapace Una canzone violentemente dolce, carica di significati e di sfumature di dove è chiara l’intenzione di chi si sente coinvolto, quantomeno sessualmente, in un intrigo contorto. Il rapace è l’animale capace di essere sia bello che feroce, addomesticabile ma allo stesso tempo imprevedibile

Elymania Questo brano molto sensuale parla dell’attrazione come di un’errore, “ l’errore più geniale in cui cadere”
Al centro del sognidicayo del testo c’è una donna, protagonista di fantasie, nel bel mezzo di una danza che solo il rock sa raccontare

Pelle Romantica e al tempo stesso drammatica canzone che racconta quella sensazione devastante di quando finisce qualcosa che pensavi invece potesse durare. Il brano alterna momenti dolci e malinconici, quasi in punta di piedi, a momenti più rabbiosi dai suoni metallici e sostenuti. A parer mio un capolavoro.

Dea il brano inizia con un urlo, una esplosione di suoni, perfetto per rappresentare il tormento di una relazione in crisi che si è deciso di superare. Un brano brevissimo ma con una carica enorme. È quasi inutile aggiungere che, dal vivo regala emozioni molto forti.

Senza finestra Forse il brano più rilassante dell’album caratterizzato da archi e pianoforte che creano un tappeto contrastante con il testo che esprime l’incomprensione tra persone.

Simbiosi Brano breve, delicato e denso di significato, racconta l’importanza dello scambio di energie, la passione e il sentimento di un rapporto di coppia.

Voglio una pelle splendida Brano pop che nella voce ruvida di Manuel Agnelli esprime con dolcezza la necessità di prendersela con calma e uscire dal turbine di eventi e emozioni della vita moderna, alla ricerca di una necessaria leggerezza.

Terrorswing Interessante intermezzo musicale.

Lasciami leccare l’adrenalina Brano decisamente violento anche verbalmente , travolgente, hardcore punk, adrenalinico che racconta certe pulsioni che si scatenano in una relazione forte caratterizzata dalla collisione violenta tra corpi.

Punto G Un sound avvolgente che pian piano ci si attorciglia addosso, testo intenso che ci porta in un luogo mistico fatto di sentimenti contrastanti.

Veleno Questo brano parla di una relazione sicuramente complicata e irrimediabilmente compromessa.
L’amore che diventa veleno e contamina il rapporto. Brano ruvido e musicalmente aggressivo quel tanto che basta a trasmettere il senso di avvelenamento.

Come vorrei Brano morbido, quasi soave, che invita a spazzarsi via i pensieri con un semplice “come vorrei”

Questo pazzo pazzo mondo di tasse Ironia sferzante sul sistema fiscale che apre al brano successivo…

Musicista contabile…dove si ironizza sul mondo discografico moderno scagliandosi contro gli artisti che si vendono al mercato.

Sui giovani d’oggi ci scatarro su Introdotto nella preview del 1996 come il proseguimento della precedente “Giovane coglione” critica l’atteggiamento di quella generazione che vuole dimostrarsi alternativa mentre in realtà vive una doppia vita più “in”, più “a là mode”, quello che si usa definire “radical chic” rappresentati in pieno dalla frase “sabato in barca a vela, lunedì al Leoncavallo” (ndr famoso centro sociale occupato di Milano)

Mi trovo nuovo Chiusura dell’album che fa, dinuovo, fermare e riflettere. Scritto anche questo brano con la tecnica del cut-up, le frasi appaiono come senza una connessione logica tra di loro, ma invece raccontano delle sensazioni melliflue al punto di invogliarci a ritrovarci, rinnovati, davanti allo specchio.

Quindi non i rimane che augurarvi un buon ascolto e al prossimo After-album!

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