Scritto da Max Dellacasa
Revelation (mother earth)
I vecchi rockers più enciclopedici tra di voi avranno subito colto il riferimento a quel brano/capolavoro firmato dal mai troppo rimpianto Randy Rhoads che, col suo songwriting sopraffino e il suo virtuosismo d’eccellenza, fu il motore principale del lancio della gloriosa carriera solista del mitico “Prince of Darkness”, Mr.Ozzy Osbourne.
Bene, toglietevi pure quel sorrisetto compiaciuto dalla faccia, perchè qui si parla di tutt’altro!
Perdonatemi l’incipit “burlone” e seguitemi, si va a New York!
Non vi è alcun dubbio sul fatto che la “grande mela” sia in assoluto uno dei centri nevralgici principali per lo sviluppo di tutte le forme d’arte, la musica su tutte o quasi, da sempre. Non vi è genere musicale al quale la metropoli non abbia contribuito sostanzialmente, se non addirittura dato i natali. Il jazz, il rock, il metal, l’hip-hop, la disco-music, la new wave.
E il punk. Che vanta una storia a se.
Fin dai primissimi anni 70 i mitici New York Dolls di David Johansen mettono a ferro e fuoco il Greenwich Village, lasciando tutti a bocca aperta con una presenza scenica a dir poco oltraggiosa per l’epoca.
Verso la metà della decade il verbo si sparge e, assieme ai nomi illustri della suddetta new wave, come i Television, i Talking Heads e i Blondie, spuntano fuori personaggi fondamentali come Richard Hell e i suoi Voidoids e Johnny Thunders con gli Heartbreakers. E sopra tutto e tutti…i Ramones!
Senza i Ramones forse neanche l’iconico punk inglese del ’76/’77 esisterebbe, visto che furono i loro primissimi concerti in terra britannica a catturare l’attenzione di nomi come Joe Strummer, Paul Simonon, Steve Jones, Glen Matlock e a dar loro l’ispirazione per la nascita di Clash, Sex Pistols e compagnia saltellante.
Nel frattempo a New York non ci si ferma. Nel giro di pochissimo emerge prepotente dalle strade più malfamate l’esigenza di qualcosa di più.
Più potente, più cattivo, più vero.
Un giovanissimo italo-americano di nome Vincent Capuccio, più noto con il soprannome “Vinnie Stigma”, rimasto orfano della sua band precedente, stringe un’alleanza col cantante Roger Miret e si inventa gli Agnostic Front, universalmente riconosciuti come i “padrini” di un nuovo genere, il New York Hard Core.
Nell’East Village il CBGB’s, un angusto live-club già ben noto per la sua apertura verso le nuove proposte, diventa simbolo e casa base per gli Agnostic Front e per una miriade di band che in un attimo spuntano dal nulla, ferocissime e decise a non scendere a compromessi. Le esibizioni di questi gruppi sono “zona di guerra”, la fisicità dei musicisti scatena slam-dancing e stage diving a livelli parossistici.
Nel 1987 una di queste formazioni, i Warzone, riesce dopo la proverbiale gavetta a farsi stampare e pubblicare un EP, “Lower East Side Crew”. I “benefattori” si chiamano Jordan Cooper e Ray Cappo e, senza prendersi troppo sul serio, battezzano la neonata etichetta discografica REVELATION RECORDS. Appunto.
Paradossalmente i due non sono originari di NYC, bensì di New Haven, nell’adiacente Connecticut, dove si sono incontrati sui banchi di scuola. Accomunati dall’anticonformismo e ovviamente dalla passione per la musica punk, Jordan e Ray stringono un sodalizio destinato a fare scintille.
Start Today – Gorilla Biscuits
La neonata REVELATION dei nostri due amici ci mette pochissimo a diventare uno dei principali punti di riferimento per la scena. Nell’arco di un paio d’anni l’etichetta pubblica vere e proprie pietre miliari del genere, come le prime registrazioni dei Bold e dei Judge o l’esordio degli Inside Out (con uno Zach De La Rocha pre-Rage Against The Machine alla voce!) e soprattutto “Start Today” dei Gorilla Biscuits e “Break Down The Walls” degli Youth Of Today, di cui lo stesso Ray Cappo è mente e frontman.
In quegli anni a New York l’hardcore è ancora un culto estremamente underground, seguito e praticato da una ristretta cerchia di iniziati, e le etichette discografiche disposte ad investirci del denaro, per quanto possano essere microscopiche e all’insegna del “fai da te”, sono difficilissime da trovare.
Inoltre, se vi state immaginando una scena flagellata dagli abusi di alcool e droghe, sappiate che vi sbagliate di grosso. L’eroina e gli eccessi in genere a New York hanno una tradizione pluri-decennale, sono una piaga sociale che si lascia dietro una scia di morti impressionante.
Bringing it down – Judge
Forse proprio come reazione a questo stato delle cose, una significativa porzione dei giovani appassionati di hardcore punk abbraccia la filosofia “straight edge”, teorizzata in quel di Washington DC da Ian McKaye (Minor Threat e poi Fugazi, altro personaggio colossale). I fautori dello straight edge, spesso abbreviato “sXe”, rifiutano categoricamente (chi più e chi meno…) ogni forma di alterazione della mente che impedisca di ragionare con la propria testa in maniera chiara e focalizzata. Quindi niente droghe, niente alcool, addirittura niente sesso occasionale (sono gli anni dell’AIDS!), difesa a muso duro dei diritti degli animali e delle minoranze, vegetarianesimo e una forte spiritualità che porterà molti di loro ad aderire al culto degli Hare Krishna.
Uno dei più fieri portabandiera di tutto ciò è proprio Ray Cappo, che ovviamente attira verso la REVELATION tutte le formazioni con orientamento simile. Lo stesso Ray, terminata l’avventura degli Youth Of Today, forma con l’amico Purcell un’altra band fondamentale: gli Shelter, devotissimi alla religione degli “arancioni” e determinati ad uscire dai confini ristretti dell’hardcore.
Il sodalizio lavorativo di Jordan e Ray termina qui (ma non la loro amicizia!), Cappo fonda la sua Equal Vision Records mentre Cooper, desideroso di novità e cambiamento, ne mette in atto uno epocale: trasferisce in blocco baracca e burattini e la REVELATION riprende le operazioni da Huntington Beach, nell’assolata California.
Outlive The Man – Sense Field
Il cambio di location spinge al massimo l’acceleratore sul cambiamento che l’etichetta stava già iniziando ad attraversare nella vecchia sede. I nuovi acquisti di Jordan Cooper sono giovani band determinate a progredire, a proporre qualcosa di nuovo, rendendo il catalogo della label ancora più interessante.
La stampa lo chiama “post-hardcore”, una definizione che vuol dire tutto e niente, dato che sotto il suo cappello troviamo formazioni che propongono stili sensibilmente diversi tra loro.
Del passato glorioso ed estremista dell’etichetta non si rinnega nulla, l’hardcore di stampo newyorkese è sempre presente, ma sono nuovi nomi come Sense Field, Quicksand, Shades Apart, Texas Is The Reason, Farside, Into Another che in quegli anni contribuiscono a fare della REVELATION un vero e proprio scrigno ricolmo di preziosissimi tesori. L’asprezza estrema dell’hardcore viene affiancata da una ritrovata sensibilità melodica, la ricerca del nuovo porta a incorporare influenze insospettabili, dal free-jazz al progressive alla tradizione cantautoriale classica della California.
Un crogiolo di stili che può tranquillamente essere ritenuto tra le fonti ispiratrici della gigantesca ondata di musica alternativa ed indipendente che tra gli 80’s e i ’90 travolse gli Stati Uniti partendo dai ragazzi dei college con le loro piccole emittenti radio scolastiche, una scena all’insegna del “do it yourself” in maniera poi non così diversa da quella punk.
Grazie alla sua natura di label indipendente e settoriale, la REVELATION ha incredibilmente superato quasi indenne tempi duri e annate difficili ed è ancora in attività ai giorni nostri, con più di 200 titoli in catalogo!
Spero ardentemente di avervi incuriosito e nel salutarvi vi consiglio caldamente di esplorare la comoda e fornitissima pagina Bandcamp dell’etichetta, https://revelationrecords.bandcamp.com/ o il suo sito ufficiale, https://revhq.com/
“I used to think that labels were just a symbol of pride
Over time, I’ve seen they only serve to divide
It’s so easy to judge people by the way they seem to be
We must overcome this problem to live life peacefully”
(“Break Down The Walls” – Youth Of Today – 1988)








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