Scritto da Max Dellacasa
11) 2023, 14 aprile – 72 SEASONS
Quella che almeno per ora è l’ultimissima fase della quarantennale carriera dei Metallica inizia il 28 novembre del 2022 quando, totalmente a sorpresa, viene pubblicato il primo singolo tratto dal nuovo album, del quale vengono poco alla volta rivelati i dettagli, l’artwork di copertina e il titolo: “72 Seasons”.
Il brano che piomba come un fulmine a ciel sereno sugli ignari ascoltatori si chiama “Lux Aeterna” ed è una grossa sorpresa. Aggressivo, breve, veloce, asciutto, molto “alla motorhead”, una decisa strizzata d’occhio ai primissimi tempi di “Kill’em All” e delle cover N.W.O.B.H.M. L’ascolto di questa anteprima mi galvanizza non poco e i quattro mesi abbondanti che separano dall’uscita dell’abum mi vedono alla famelica ricerca di notizie, aggiornamenti e quant’altro. La campagna pubblicitaria messa in atto per “72 Seasons” è studiata alla perfezione, all’inizio i dettagli vengono rivelati con crudele parsimonia, in seguito invece la band si prodiga in attività promozionali di altissima visibilità e rilievo, che culminano in un’intera settimana in veste di ospiti al Jimmy Kimmel Live!, da vent’anni talk-show di punta della rete statunitense ABC.
Preceduto da altri 3 singoli, l’album vede finalmente la luce ad aprile del 2023 e ci si rende subito conto che l’essenzialità e la concisione di “Lux Aeterna” rimangono un episodio isolato tra le dodici tracce in scaletta.
Come per “Hardwired…”, gli incaricati della produzione artistica dietro al banco-regia sono nuovamente Hetfield e Ulrich, assieme al fido Greg Fidelman e nuovamente l’impressione è che un deciso lavoro di “editing” per snellire, elininare il superfluo ed evidenziare l’essenziale, avrebbe giovato parecchio ai brani di “72 Seasons”. Che per la maggior parte sono tutt’altro che scadenti e qualitativamente anche leggermente superiori a quelli dell’album precedente, con i quali però condividono quell’ipertrofia di base che sovente ne smorza le buone qualità.
Gli undici infiniti minuti della conclusiva “Inamorata” lo dimostrano chiaramente, ma fortunatamente brani dinamici come “Shadows Follow”, “Too Far Gone”, “Screaming Suicide” o l’epica title-track mantengono alta la tensione.
Too far gone
Ciò che sicuramente passerà alla storia sarà il colossale “M72 World Tour”, segno inequivocabile dei “tempi che cambiano”. Perchè con il crollo generalizzato delle vendite, il settore musicale ha dovuto giocoforza adattarsi e cambiare, inventarsi nuove “business strategy” per sopravvivere. Non mi addentro ora in questo argomento, che merita un approfondimento dedicato, ma la sostanza è che ai giorni nostri l’industria del settore è basata principalmente sulla musica live. I costi astronomici dei biglietti dei concerti sono lì a testimoniarlo in maniera lampante. Ne consegue che la spettacolarizzazione è d’obbligo, i cosiddetti “big” si sentono spinti ad offrire sempre di più, a mettere in atto produzioni faraoniche che giustifichino gli esborsi folli necessari per assistervi.
Manco a dirlo, questo tipo di sfida è terreno fertile per il nostro Lars Ulrich che, coadiuvato dal management e dai migliori professionisti del settore, è da sempre la mente dietro ai fantasmagorici spettacoli che i Metallica offrono ai loro fans. Pionieristici innovatori fin dai tempi del “black album” e del leggendario “diamond stage”, per il tour di supporto a “72 Seasons”, tutt’ora in corso e già programmato per continuare fino a 2025 inoltrato, i nostri si sono superati. Palco di dimensioni e di fattezze davvero fantascientifiche, circondato da gigantesche torri a loro volta cosparse di schermi digitali impressionanti per grandezza e per numero. Al centro dello stage, come ormai consuetudine circondato da ogni lato dal pubblico, il vecchio ed angusto “snake-pit” si è trasformato in una piccola arena capace di ospitare più di 1.000 fans. Viene introdotta la formula del “Metallica Weekend”, data doppia nella stessa città, due setlist completamente diverse per offrire ai fans che possono permettersi l’esborso un esperienza più completa e gratificante. Ad arricchire il tutto, una miriade di iniziative “collaterali” sparse nella città ospitanti, che rendono l’evento davvero unico nel suo genere.
Questo impressionante carrozzone inizia il suo percorso a fine aprile 2023, pochissimi giorni dopo l’uscita dell’album. Le prime cinque date doppie attraversano trionfalmente l’Europa, poi tutto si sposta nel continente nord-americano, sette date negli States e una in Canada. Ancora una estemporanea esibizione in Arabia Saudita e poi è di nuovo Europa.
Purtroppo, per ragioni tutte da approfondire, in alcune nazioni la ghiotta proposta del “Metallica Weekend” viene ridimensionata ad una più tradizionale data singola in autonomia, oppure inserita come “main act” nel cartellone di un festival, con conseguente assenza di tutto l’allestimento faraonico descritto prima.
Manco a dirlo l’Italia ricade in pieno in questa categoria.
Creeping death (live)
E così mi ritrovo il 29 maggio all’Ippodromo Snai La Maura di Milano dove i nostri si esibiscono preceduti da Ice Nine Kills e Five Finger Death Punch. La tracklist da poco meno di due ore vede 4 tracce dal nuovo album (“Shadows Follow”, “Too Far Gone”, “Lux Aeterna” e la title-track) su un totale di 16, per il resto è basata sui classici più attesi e prevedibili, fatta eccezione per la sola “Holier Than Thou”. L’unico momento fuori dagli schemi è l’ormai tradizionale “Kirk & Rob doodle”, in cui ad ogni data i due omaggiano un brano proveniente dalla nazione in cui si trovano. Stavolta tocca alla mega-hit pop-punk “Acida” dei friulani Prozac+, anno di grazia 1998, e la stragrande maggioranza del pubblico si unisce al coro con entusiasmo, per lo scandalizzato sdegno dei soliti puristi. Considerando che a Torino nel 2018 era risuonata la mortifera “C’è Chi Dice No” di colui-che-non-può-essere-nominato (indizio: non è Voldemort!), direi che ci è andata di lusso.
In generale, non conserverò un ricordo splendido di questa data milanese. Intendiamoci, Hetfield e soci hanno fatto il loro dovere in maniera egregia, anche se personalmente avrei gradito una setlist un po’ più fantasiosa, trattandosi della mia quattordicesima presenza al cospetto dei “four horsemen”. Mettiamo sul piatto della bilancia anche la delusione per non poter ammirare dal vivo l’allestimento sopra le righe del “Metallica Weekend”.
Il vero problema è che già da qualche tempo in Italia, quando si parla di eventi di massa, ciò che viene offerto agli spettatori è ben poca cosa rispetto al costo insensato e davvero vergognoso dei biglietti. Inoltre, se rispetto allo stesso tipo di evento organizzato in altri paesi qui siamo ancora a livelli da terzo mondo, l’infame location dell’ippodromo milanese riesce ulteriormente a peggiorare le cose. Dopo esserci stato, mi sembra lampante come questo sito non abbia le caratteristiche adatte ad accogliere un pubblico come quello accorso per i Metallica, che pare superasse le 80.000 unità, garantendo a tutti un esperienza piacevole e confortevole, come sarebbe auspicabile visti i costi. Per fortuna l’organizzazione, probabilmente per compensare i disagi patiti dagli spettatori, cercava di farsi perdonare offrendo ai presenti lattine di birra al prezzo “di favore” di €8.00 cadauna.
Si, avete letto bene. OTTO EURO per una lattina da 50 centesimi al discount.
Enter sandman
Mentre affrontiamo con rassegnazione il lungo viaggio di ritorno per raggiungere la vettura parcheggiata (km a piedi + 5 fermate di metropolitana + altri km a piedi), provo a ripetermi che “Pazienza, è andata così, sarà per la prossima volta”.
Poi realizzo che molto probabilmente non ci sarà affatto una “prossima volta”. Mi guardo attorno e vedo giovani e compassati genitori con bimbi piccolissimi sulle spalle, gruppetti di neo-adolescenti che hanno sentito per la prima volta i Metallica su Netflix nella celebre scena di “Stranger Things”, e non riesco a non pensare ai disperati stravolti e tumefatti che quarant’anni prima uscivano dal Teatro Tenda Lampugnano.
Già, in un attimo sono passati quarant’anni. Per dire, mia figlia ha adesso l’età che avevo io quando uscì “Master of Puppets”!
E’ cambiato tutto, non fa più per me, sono stanco, ho fatto la mia parte, sono vecchio.
Cari James, Lars, Kirk & Rob… vi voglio bene e sarete sempre i miei eroi. Ma la prossima volta, se vogliamo vederci, fatemi un favore: venite voi da me!
Qualche birra fresca di frigo e la voglia di fare quattro chiacchiere per ricordare i vecchi tempi… quelle non mancano mai.
E chi lo sa, magari mi fate pure cambiare idea!
Master of puppets (live)






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