Germi…il primo album in italiano degli Afterhours

Scritto da Mao IlGrigio

Era la primavera dell’ormai lontano (issimo) 1996, era il periodo dei diskman (la versione CD dei walkman) e delle autoradio con i lettori e i bauletti per CD. La vita del progettista al computer era molto “isolazionista”, avevi il tuo lavoro, dovevi concentrarti, quindi cuffie e musica non potevano mancare. Qualche postazione più in là della mia c’era un collega con il quale, nelle pause caffé o a pranzo, avevamo scoperto di aver gusti musicali molto simili.

Ci si scambiavano compact disk da ascoltare e un giorno vengo colpito dalle frequenze che sentivo filtrare dalle sue cuffie, e dalla copertina colorata e molto curiosa con in evidenza il titolo GERMI.“ Non li conosci? – mi dice – sono un gruppo alternativo, molto noise rock, alla prima esperienza in italiano. Si chiamano Afterhours, fatti un giro (ascoltalo ndr) secondo me ti piaceranno”.

Fu amore al primo ascolto. L’album mi ha subito catturato. I suoni sporchi, il rumore, parole pregne di significato e ironia quel tanto che basta. L’album è il quarto della band milanese capitanata da Manuel Agnelli, ormai conosciutissimo grazie alla sua partecipazione come giurato a X-Factor e mentore dei Maneskin, e contiene quello che possono essere definite le fondamenta filosofiche degli Afterhours.

L’album, o come si diceva un tempo, il disco comincia con un breve brano in crescendo, molto noise, dal titolo Nadir. Il secondo brano è quello che il titolo all’album, Germi, veramente bello carico. Testo pungente e rock che trascina. La combinazione Nadir/Germi divenne, sempre nel 1995, singolo.

Si prosegue poi con Plastilina, un brano molto interessante, seguito dalla splendida Dentro Marylin (versione italiana di Inside Marylin three times del loro album During Christine’s Sleep del1990) ripreso anche dalla grande Mina nel 1997. Una ballata lunga e melodica che, in un album spigoloso e potente come questo, spicca notevolmente anche grazie all’estensione vocale e al timbro graffiante di Manuel Agnelli. Il quinto brano è Siete proprio dei pulcini, che rimette la melodia al livello dell’album seguita daun brano molto particolare e ruvido, Giovane coglione, prima parte di una vasta “denuncia” della mancanza di midollo da parte dei giovani, brano ancora oggi molto attuale.

Il brano successivo è Ossigeno, già presente in inglese in Pop Kills Your Soul del 1993, altra colonna portante di questo album, nel quale si parla armoniosamente di amore, quello fisico e carnale con esplosioni rock potenti che completano il brano. Ho Tutto in Testa Ma Non Riesco a Dirlo è un brano strumentale, un po’ folle, che ci apre la strada a una delle canzoni più coinvolgenti ed orecchiabili dell’album, ma anche una delle più richieste durante i concerti: Strategie ha una melodia pop-rock suonata con grande piglio che alterna momenti acustici con altri elettrici e cantata con malizia ed ironia, davvero una canzone irresistibile. Spesso cantata nei live in acustico, rimane uno dei miei brani preferiti in assoluto.Tocca poi a rabbia e spirito più feroce in Vieni Dentro (dall’album Pop Kills Your Soul del 1993). Le successive Posso Avere il Tuo Deserto e Pop, che in origine dava il titolo all’album in inglese Pop Kills Your Soul (1993) sono due momenti molto accattivanti e intensi. Segue la versione di Mio Fratello è Figlio Unico, completamente stravolta rispetto a quella storica di Rino Gaetano, il suono distorto dona maggiore enfasi ad una canzone che parla di solitudine ed emarginazione e che già era splendida nella versione originale.

Fu grazie a questo brano, presentato ad Arezzo Wave nel 1994, che la band decise di registrare in italiano.Così come era iniziato, l’album si chiude con un’altra follia sperimentale e strumentale: Porno Quando Non Sei Intorno. Da Germi in poi non ho più potuto fare a meno degli Afterhours e se, come me, amate il rock è ancora non vi siete affidati al loro sound tanto sperimentale quanto coinvolgente, questo è il punto di partenza ideale e come diceva un vecchio spot anni ‘80:

Provare per credere

Mao IlGrigio

Lascia un commento

perchè autobus per le stelle?

Autobus per le stelle vuole essere un viaggio fatto di idee, commenti, emozioni ed esperienze che in qualche modo ci fanno sognare e volare con l’immaginazione.

Vi racconterò di musica, cinema, serie tv, artisti, eventi live e ascolteremo tanta musica.

E allora… che aspettate, salite sull’autobus per le stelle

CERCA QUI

Let’s connect