Quaran’tallica… capitolo 5

Scritto da Max Dellacasa

5: 1991, 12 agosto – METALLICA (The Black Album)

Si può proprio dire che tutto cambiò il 29 luglio del 1991.

Quel singoletto che parlava dell’uomo della sabbia, con la cover di “Stone Cold Crazy” dei Queen come “B-side”, nessuno se lo sarebbe mai aspettato. E nessuno avrebbe mai sospettato l’impatto mondiale che avrebbe avuto quella canzone, divenuta col tempo uno dei brani rock più popolari di tutti i tempi.

Ma facciamo un passo indietro. Ad ottobre del 1990, la band entra in studio, di nuovo presso gli One On One Studios di Los Angeles dove è stato registrato l’album precedente.

Grosse novità in vista: Hetfield e Ulrich dichiarano di voler cambiare approccio, affermano che lo stile compositivo complesso e cervellotico che è venuto a caratterizzarli è stato esplorato al massimo delle possibilità su “Justice”, ed è ora di tentare qualcosa di nuovo.

SAD BUT TRUE

Impressionati dal sound di “Dr.Feelgood” dei Motley Crue, i Metallica decidono di assumerne il produttore, il canadese Bob Rock. Il binomio sarà esplosivo, in tutti i sensi. Rock è un produttore d’esperienza, affermato e sicuro di sè, con un curriculum chilometrico.

Si dichiara ammiratore delle doti compositive della band, così come del loro terremotante impatto live, ma senza tante cerimonie dice loro in faccia la sua opinione sui lavori precedenti. Secondo Bob Rock, gli album dei Metallica non sono mai arrivati neanche vicino a rappresentarne degnamente le potenzialità.

Iniziano così otto mesi di passione, durante i quali i caratterini non facilissimi dei nostri vengono messi a dura prova dall’implacabile produttore, che sceglie un approccio al suono più “live” possibile, facendo suonare i musicisti tutti assieme, una pratica non così comune negli studi di registrazione, specie in quegli anni. Perfezionista fino a rasentare l’eccesso, Bob Rock costringe Hetfield e soci a infinite e ripetitive sessioni di incisione, deciso a spremerli e a non accontentarsi di niente di meno che il massimo.

Quando “Enter Sandman” viene pubblicato come primo singolo, lo shock è totale.

Un brano tutto sommato semplice e diretto, meravigliosamente composto ed arrangiato. L’arpeggio iniziale, il riff portante, le strofe, i break, il coro, tutto funziona alla perfezione. La resa sonora ottenuta da Bob Rock è eccezionale, dal punto di vista della qualità della registrazione i Metallica sono finalmente passati al livello superiore.
Di lì a due settimane sarebbe stato pubblicato il celeberrimo album omonimo, comunemente conosciuto come il “black album”, trenta milioni di copie vendute in tutto il mondo, uno di quei lavori che definiscono un genere musicale.

Senza neanche aspettare l’uscita dell’album, in una cittadina nei dintorni di Torino, due “malati di musica” senza speranza di guarigione progettano “la trasferta”.
Calcolati i biglietti e il viaggio, rimane ancora qualche spicciolo per una notte in qualche alberghetto economico. OK, si può fare. Monaco di Baviera, arriviamo!

Il 23 agosto si parte. Nel lettore CD della potente vettura del mio socio, la fa da padrone il black album, uscito appena 11 giorni prima. E stavolta non di soli Metallica si parla, perchè la destinazione è il quasi impronunciabile Galopprennbahn Riem, il gigantesco ippodromo dove il giorno dopo avrà luogo la data tedesca del mitico Monsters of Rock, edizione 1991.

I nostri suonano per penultimi, la scaletta è da urlo per varietà e qualità.

Aprono i “southern rock’n’rollers” Black Crowes, già bravissimi pur essendo ad inizio carriera. Poi uno dei nostri gruppi preferiti, i meravigliosi Queensryche di Geoff Tate e Chris DeGarmo, classe infinita e capacità tecniche spaventose, che incantano con la loro formula futuristica e raffinata.

Dopo di loro, gli “sgarzolini” Motley Crue, per quanto energici e divertenti, paiono ben poca cosa, nonostante si dannino l’anima per offrire un bello spettacolo. Le due ballerine/coriste in abiti ultra-discinti sono fuori contesto ai limiti del ridicolo in una manifestazione del genere, e la chiusura del set con la cover di “Anarchy in the UK” dei Sex Pistols è una scelta che fa alzare parecchie sopracciglia.

Dopo pochi minuti però, ogni considerazione sulla performance di Nikki Sixx e compagni passa in secondo piano, anzi svanisce del tutto.


Le familiari note di Morricone si diffondono nell’aria e la tensione è palpabile.

L’uno-due iniziale è da KO, apre “Enter Sandman” seguita a ruota da “Creeping Death”, e io in quel momento voglio morire, perchè sono sicuro che non potrò mai essere più felice di così. I Metallica sono indemoniati e i 65.000 di Monaco sono tutti con loro, ad urlare come pazzi “Exit light, enter night…”, nonostante il brano sia stato pubblicato da neanche un mese.
Il set dei californiani è un trionfo totale, e quando si spengono le ultime note della conclusiva “Battery” noi saggiamente arretriamo per rifocillarci, stanchi ma sorridenti come non mai. L’organizzazione tedesca è perfetta, il perimetro dell’ippodromo è un susseguirsi ininterrotto di stand dove ovviamente la birra scorre a fiumi e dove senza fare la minima coda è possibile cibarsi di ogni sorta di ben di dio.
La posizione più defilata si rivela una scelta azzeccata anche perchè questa giornata fantastica la chiudono gli AC/DC, e il colpo d’occhio sull’ippodromo è commovente.


Sul coro di “Highway to hell” persino i compassati e serissimi addetti degli stand cibo e bevande smettono di servire i clienti e saltano e cantano a squarciagola. Una festa!
Terminato lo show, ancora una sosta in birreria per salutare degnamente la Germania e poi via! Il bonus per la notte in albergo ce lo siamo giocato la sera prima, quindi saltiamo in macchina e in un unica tirata a velocità sconsiderata (l’autovelox era un’invenzione ancora da venire), rientriamo alla base in pochissime ore (il numero esatto rimane a tutt’oggi un’informazione riservata!), tenendoci svegli con la musica ascoltata a volumi da tortura.
In totale un’esperienza esaltante, appagante. Siamo talmente soddisfatti che nel giro di pochissimo ci ritroviamo, ci guardiamo negli occhi e diciamo: “Andiamo anche a Modena?!?”

Detto fatto, il bis è servito! Il Monsters of Rock del 14 settembre a Modena per noi non possiede più l’effetto sorpresa, anzi è la fotocopia di quello teutonico, ma rimane comunque uno spettacolo fantastico. Sono assenti i Motley Crue di cui non sentiamo granchè la mancanza, ma in apertura sono stati aggiunti i torinesi Negazione, altra band che ha un posto speciale nel mio cuore.


Per quell’estate è tutto, almeno per noi. I Metallica invece, travolti dal successo senza precedenti del black album, resteranno incredibilmente in tour per altri due anni, permettendomi di rivederli a novembre dell’anno successivo, a Milano, con un meraviglioso show in solitaria, e ancora a giugno del ’93 allo Stadio Delle Alpi di Torino, nome di punta di un festival incredibile con Megadeth, Suicidal Tendencies, Cult e i milanesi Extrema.
Per inciso, al Delle Alpi riesco con grande soddisfazione a vedere il concerto dalla postazione privilegiata dello “snake-pit”.
E se proprio non sapete cos’è e non avete voglia di informarvi… dovrete aspettare la prossima puntata!

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