La sera del 13 novembre del 2015, il gruppo californiano degli Eagles of Death Metal (Eodm) stava suonando al Bataclan, un locale per concerti storico di Parigi, costruito nel 1865 e con una capienza di circa 1.500 posti.
Quella sera, un gruppo di terroristi armati ha fatto irruzione nella sala cominciando a sparare all’impazzata uccidendo 89 persone tra spettatori e addetti ai lavori.
Una serie di attentati coordinati colpì, più o meno simultaneamente, lo Stade de France, dove giocava la nazionale, diversi ristoranti e la sala concerti del Bataclan, piena per il concerto degli Eagles of Death Metal, dove avvenne l’attacco più sanguinoso.
«Durante l’attacco molte persone si sono nascoste nel nostro camerino. Gli attentatori sono riusciti ad entrare e ad uccidere tutti quanti, tranne un ragazzo che si era nascosto sotto al mio giubbotto di pelle» dichiarò il chitarrista Jesse Hughes.
A distanza di 9 anni rimane l’amarezza e il disgusto per il gesto disumano, a mio avviso privo di fondamenti. Non è mia intenzione raccontare l’episodio da un punto di vista “giornalistico”, ma solo ricordare tutte quelle persone che per amore della musica si sono trovate purtroppo nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Save a Prayer…






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