Scritto da Davide Vevey
Oggi andiamo alla scoperta di una band davvero incredibile…
I The Tubes sono una band rock originaria di San Francisco, California, fondata nel 1972. Il gruppo è noto per il suo stile eclettico, che mescola rock, punk e performance art. I membri fondatori furono Fee Waybill (voce principale), Roger Steen (chitarra), Vince Welnick (tastiere), Rick Anderson (basso) e Prairie Prince (batteria).
La band si distinse fin da subito per il suo approccio teatrale e le performance spettacolari.
Il debutto discografico avvenne con l’album omonimo “The Tubes” nel 1975, ma il vero successo arrivò con il secondo album, “Young and Rich” (1976). La band si fece riconoscere per i testi provocatori e le tematiche audaci, e si fecero notare in particolare per i loro concerti stravaganti, caratterizzati da costumi eccentrici e scenografie innovative, che mescolavano musica e teatro.
Il culmine della loro carriera arrivò con l’album “The Completion Backward Principle” nel 1981, che includeva il successo “Talk to Ya Later”, al quale parteciparono anche turnisti di spicco, quali Steve Lukather dei TOTO, che contribuì alla stesura della traccia e ne registrò le parti di chitarra ritmica e solista.
Questo periodo vide un’evoluzione nel loro sound, con influenze più pop e rock radiofonico, portando a un maggiore riconoscimento commerciale. Tuttavia i The tubes non stettero “simpatici” proprio a tutti, alcuni critici musicali e testate giornalistiche li definirono come “la Band più odiata d’America” per il fatto che i loro testi erano volutamente provocatori. Ne è esempio la loro opera rock “Remote Control”, essa parlava di come la televisione distruggesse l’infanzia e rimbecillisse l’America. Uno spettacolo adorato a Broadway, in Giappone, in Inghilterra e odiato in ogni altra parte del mondo, in alcune nazioni i concerti vennero addirittura cancellati subito dopo l’uscita dei primi video.

Dopo un periodo di pausa, la band si riunì e pubblicò “Love Bomb” del 1985. Nonostante il cambiamento nel panorama musicale, i The Tubes continuarono a esibirsi e a pubblicare album guadagnandosi nuovi fans e mantenendo viva la loro eredità.
Oggi, The Tubes sono considerati pionieri nel campo del rock teatrale. La loro influenza è visibile in molte band contemporanee, e il loro approccio innovativo alla musica e alla performance ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale.
Con un mix di ironia, provocazione e talento musicale, The Tubes continuano a essere una band di riferimento per gli amanti del rock e della performance teatrale, dimostrando che il loro spirito creativo resta ancora vivo.
L’album “The Completion Backward Principle” 1981
Pubblicato nel 1981, “The Completion Backward Principle” rappresenta una delle vette artistiche della band. Questo album segna un cambiamento significativo nel suono dei The Tubes, incorporando elementi di new wave e rock più accessibili, in contrapposizione al loro stile
L’album venne prodottoto da David Foster, un produttore di fama che contribuì a plasmarne il suono. La sua influenza ha portato ad un approccio più radiofonico, cercando di attrarre un pubblico più ampio, questa scelta suscitò opinioni contrastanti tra i fan di lunga data della band, alcuni dei quali preferivano il sound più sperimentale.
I The Tubes, con “The Completion Backward Principle”, hanno dimostrato di essere non solo pionieri nel loro genere, ma anche abili narratori di storie contemporanee. La loro musica continua a risuonare e l’album rimane una testimonianza della loro creatività e della loro capacità di sfidare le convenzioni. Oggi, i The Tubes sono ricordati non solo per il loro sound unico, ma anche per l’impatto culturale che hanno saputo trasmettere.
Davide Vevey








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