Scritto da Mauro “Il Grigio” Baracco
I big del ciclismo cambiano emisfero a seconda delle stagioni, gli amanti delle sfide si preparano alla prossima stagione di gare e gli amatori?
Ogni periodo ha le sue peculiarità. Si tratta comunque di una preparazione atletica o di un mantenimento ben specifico, ma ovviamente privo di particolari ambizioni.
Ad esempio, in questo periodo, il tempo incerto e le giornate di pioggia infrasettimanali, spingono a volte a scegliere percorsi molto differenti da quelli pienamente estivi. Invece di affrontare salite estreme, gli amatori preferiscono “fare fondo”, ovvero pianificare percorsi con altimetrie non eccessive, ma magari più lunghi.
Viene da sé che si scelgono percorsi che abbiano un piacere quantomeno visivo degni di nota. Questo significa, spesso, effettuare percorsi sali-scendi in mezzo a colline o intorno a laghi, con colori e profumi (in questo periodo) dell’autunno, sfruttando comunque, se in compagnia, per chiacchierare e magari sfogare la settimana lavorativa.
Questo lo possiamo definire “cicloturismo”, spostamenti mirati a vedere e godere di panorami e ottima compagnia.

Una buona compagnia è fondamentale per il ciclista, aiuta davvero tanto ad affrontare sia il percorso che a far pulizia dei “rifiuti” accumulati nei giorni precedenti.
Sabato 21 settembre, ad esempio, col mio gruppo degli “Hai voluto la bicicletta?” Abbiamo organizzato una pedalata che, partendo da Borgaro Torinese si è spostata verso il lago di Candia, per poi dirigersi a Viverone, mangiare un panino in riva al lago e poi ritornare.
Il percorso, programmato ovviamente su piattaforma dedicata nelle ore precedenti, ci ha permesso di pedalare, oltre che su strade principali con una discreta quantità di traffico, lungo strade di campagna a bassa intensità di traffico di automobilisti, in mezzo a boschi e vigne e con passaggi in paesi e frazioni, come ad esempio Maglione (già provincia di Torino ma ai limiti di quelle di Vercelli e Biella) caratterizzato da interessantissimi murales colorati, in rilievo e con sculture, che facilmente , raggiungendo le località lacustri in auto, non sarebbero state di sicuro di passaggio.
Quindi buoni giri in ottima compagnia (o da soli se preferite), sempre nel rispetto del codice della strada e mi raccomando: casco sempre ben allacciato in testa!!!
Mauro “ilGrigio” Baracco






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