Ruote libere: questione di educazione!

scritto da Mauro “il Grigio” Baracco

Tra i ciclisti esiste una regola non scritta: il saluto quando ci si incrocia.
Basta un cenno con la mano oppure un semplice “ciao”. Non ti affatica e non ti rovina di certo la giornata. Si tratta semplicemente di educazione.


Sicuramente ci sono momenti in cui viene difficile, soprattutto se stai spingendo in salita, oppure quando sei in discesa occorre il rischio che dall’altra parte della strada si possa sentire un solo “…ao”, ma basta sollevare una mano, far vedere un paio di dita, non costa nulla.
Eppure ci sono alcuni personaggi che sono proprio legnosi; forse la la causa sta nella larga diffusione di un certo tipo di ciclismo (molto spesso “semplificato”), forse perché si tratta di ciclisti fai da te, che magari hanno cominciato da soli e nessuno glielo ha insegnato; talvolta perché sono troppo in affanno, sul serio.

E poi magari qualcuno sarà proprio cafone di suo, sicuramente, ma non c’è nulla di peggio di quei personaggi che pedalano con le cuffiette, cosa tra l’altro estremamente pericolosa.

Infine c’è una categoria che ancora faccio fatica a comprendere: spesso sono MTBikers e a loro di salutare uno stradista, un “frustagomme”, proprio non passa nemmeno per la testa!
Personalmente saluto tutti, come dicevo, non mi costa nulla!
Quindi salutate, gente , salutate e mi raccomando: casco sempre ben allacciato in testa!!!

Mauro “il Grigio ” Baracco

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